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Una serie di accordi politici e di trattati stanno formando una nuova Europa. Tuttavia, il nuovo vero volto del vecchio continente viene oggi modellato dai molti immigrati dall’Asia, dall’Africa, dall’America Centrale e dall’America del Sud. I missionari scalabriniani sono oggi presenti in 8 nazioni europee: Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Lussemburgo, Portogallo e Svizzera. I nuovi flussi migratori possono preoccupare alcuni, ma, per usare un’espressione del Beato Scalabrini, non si può impedire all’acqua di scendere dai monti o gli uccelli di emigrare.

 

4     Italia

Oggi l’immigrazione in Italia presenta sfide nuove. I confini meridionali sono facili punti di entrata per immigrati indocumentati. Conflitti armati in vari paesi hanno fatto aumentare il numero di coloro che cercano lavoro e sicurezza in Italia o, passando per l’Italia, in altri paesi europei. Contemporaneamente, anche paesi che in passato non erano fonte di emigrazione verso l’Italia, ora lo stanno diventando diversificando ulteriormente l’emigarzione nella penisola italiana. Questo nuovo panorama migratorio, ha portato a un radicale ripensamento della missione scalabriniana in Italia e a una profonda trasformazione dei suoi progetti pastorali. Da qui la necessità di un rinnovamento e di una riqualificazione delle persone coinvolte.

Progetti in corso

   
   

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8     Inghilterra

Il Regno Unito è stata una delle aree che in passato hanno attirato gli emigrati italiani. A partire dagli anni 50 i missionari scalabriniani hanno accompagnato questi emigrati  arrivando a Bedford nel 1954, a Peterborough nel 1957 e finalmente nel 1966 a Londra con il Centro Scalabrini a Brixton Road. Oltre alle attività pastorali nelle varie parrocchie, la Congregazione pubblica un giornale e dirige un centro per l’assistenza agli anziani:

Progetti in corso

   
   

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3     Germania

Alla vigilia della seconda guerra mondiale, i missionari scalabriniani vennero chiamati al servizio dell’emigrazione italiana in Germania. Ma una presenza scalabriniana stabile iniziò solo dopo il 1957 seguendo la massiccia emigrazione di operai italiani di quelli anni. Verso la fine degli anni 90, aumentando l’interesse delle chiese locali per il fenomeno dell’immigrazione, gli scalabriniani si aprirono a nuove forme di apostolato intercomunitario. La buona partecipazione e organizzazione delle nostre comunità le rende vibranti e dinamiche. Le nuove sfide vengono dal progressivo invecchiamento del personale a dai nuovi modelli pastorali dei quail ci interpellano le chiese locali.

Progetti in corso

 

 

   

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7     Svizzera

La presenza scalabriniana il Svizzera è cresciuta in breve tempo, specialmente con la presa delle posizioni bonomelliane. Il binomio lavoro pastorale e lavoro sociale che avevamo ereditato arrivando a Ginevra nel 1942, verrà ripetuto continuamente coll’espandersi della nostra presenza: nel 1946 a Basilea; nel 1947 a Berna; nel 1952 a San Gallo e a Rorshach; nel 1953 a Naters-Briga; nel 1954 a Soletta; nel 1955 a Delémont; nel 1962 a Liestal (che verrà lasciata nel 1966) e a Losanna; nel 1963 a Grenchen; nel 1965 a Friburgo, Gerlafingen e Thun. Negli anni 70 la presenza scalabriniana in Svizzera venne arricchita di due progetti speciali; il primo vede nel 1972 l’apertura a Basilea del CSERPE, un centro di studi mirante a offrire alla società svizzera e tedesca un contributo nell’analisi e nella riflessione del fenomeno della migrazione e, allo stesso tempo, aiutare le nostre missioni nella loro opera di educazione e di pastorale. Il secondo progetto vede alla fine degli anni 70 l’organizzazione di classi di teologia per la formazione dei laici italiani. Questa idea sarà poi ripresa dalla commissione pastorale svizzera per la preparazione degli agenti di pastorale.

 Progetti in corso

 

 

   

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2     Francia

La presenza scalabriniana in Francia, iniziata prima della seconda guerra mondiale per assistere gli immigrati italiani, con la graduale integrazione degli italiani nella società francese negli anni 70, si vede chiamata a riconsiderare la sua missione. Un’elemento che aiutò in questo processo di revisione, fu la fondazione a Parigi nel 1975 del CIEMI, un centro di studi per riflettere sulla presenza degli immigrati. Le ricerche e le pubblicazioni del CIEMI hanno avuto negli anni 80 un forte influsso all’interno della società francese e nell’Europa in generale.

Progetti in corso

 

 

   

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5     Lussemburgo

Nel 1946 troviamo gli scalabriniani anche in Lussemburgo, nel bacino minerario e metallurgico di Esch-sur-Alzette. Negli anni 70, grazie alle presenza di missionari scalabriniani provenienti dal Brasile, l’apostolato si apre agli immigrati portoghesi. Mentre continua l’apostolato italiano con comunità strutturate sul sistema parrocchiale, è l’apostolato portoghese che viene portato avanti con nuove energie. Sono due realtà che corrono parallele nella presenza scalabriniana.

Progetti in corso

 

 

   

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1     Belgio

La presenza scalabrinian in Belgio è iniziata negli anni 60 per assistere gli immigrati italini che lavoravano nell’industria dell’acciaio e ferro e nelle miniere di carbone. Negli anni 80 e 90 le missioni scalabriniane lavoravano sullo stile di parrocchie. Oggi gli sforzi dei missionari e dei laici sono rivolti a rispondere alle necessità di una società miltietnica.

Progetti in corso

 

 

   

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6     Portogallo

Già dal 1965 i missionari scalabriniani avevano assistito gli emigrati portoghesi in Argentina, Uruguay, Stati Uniti, Canada, Francia, Lussemburgo, Italia e Australia. Nel 1971 è iniziata la presenza scalabriniana in Portogallo con l’apertura di un seminario e di una parrocchia multiculturale a Amora nella diocesi di Setubal. Dal 2000 la Congregazione continua a presentare alla Conferenza Episcopale Portoghese un religioso che serva come segretario del Servizio Cattolico Portoghese per la migrazione.

Progetti in corso

 

 

   

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