SIMN

SCALABRINI INTERNATIONAL MIGRATION NETWORK

 

Conferenza della Banca Mondiale sulla Migrazione e Sviluppo

Lo Scalabrini International Migration Network (SIMN) è stato rappresentato da P. Leonir Chiarello, c.s. alla conferenza della Banca Mondiale sulla Migrazione e Sviluppo che si è tenuta a Washington il 23 e 24 maggio, 2007
Il dibattito internazionale sullo sviluppo sta dando un risalto sempre maggiore al ruolo della migrazione, le rimesse degli emigrati e la loro incidenza economica. Questo dialogo politico sta esplorando nuovi modelli per migliorare l’impegno di ridurre la povertà e promuovere la crescita. Gli effetti positivi dell’emigrazione dai paesi in via di sviluppo includono prima di tutti i benefici che le rimesse producono, ma sono ugualmente importanti anche gli altri elementi che vengono trasmesssi, come la comunicazione di nuove conoscenze, migliori investimenti in capitale umano e in tecnologie. L’emigrazione, tuttavia non deve essere concepita come un sostituto allo sviluppo economico del paese d’origine poichè questi flussi di conoscenze, risorse umane e finanziarie devono essere accompagnate da politiche economiche solide. In questo contesto, la Banca Mondiale è attivamente coinvolta nello stabilire la relazione fra migrazione e sviluppo e nel portare questa conoscenza nel dialogo politico a livello nazionale e regionale.


Questa conferenza su emigrazione e sviluppo, ha offerto un’opportunità di dialogo fra esperti dell’emigrazione e la comunità politica per identificare quei settori critici dove è importante intervenire per connetter lo sviluppo con la migrazione. Ha inoltre preso in considerazione i temi che dovrebbero essere presentati al Forum Mondiale sulla Migrazione e  Sviluppo che si terrà in Brusselles dal 9 all’11 di luglio.


La Conferenza ha come scopo quello di rispondere alle domande concernenti i temi prioritari di politiche che riguardano la migrazione e lo sviluppo. In questo contesto venne analizzata la situazione sociale, politica e economica, studiando la relazione tra sviluppo e giustizia ed sia i rischi come le opportunità delle migrazioni nello sviluppo internazionale. I sei temi discussi durante la conferenza sono stati: Mercato di Lavoro e Migrazione; Rafforzare il Ruolo delle Diaspore; Fuga di Cervelli, Prestazione di Servizi e il Settore pubblico; Politiche Migratorie e Interventi; Rimesse e Accesso a Finanziamenti; Direzioni dell’Analisi e delle Politiche.


La prima sessione della conferenza, ha rivisto i dati e le politiche riguardanti il mercato del lavoro e le migrazioni. Il dibattito ha dimostrato che le deficenze del mercato del lavoro domestico, nei paesi d’origine come nei paesi di arrivo, sono fattori determinanti nelle migrazioni, e come conseguenza, i flussi migratori sono connessi al mercato globale del lavoro dove la domanda e risposta di posti di lavoro trascendono le frontiere internazionali. Le politiche attuali che regolano il mercato mondiale e la protezione dei migranti internazionali, non sono dfinite a livello internazionale, ma nazionale. In questo modo, il tema politico centrale è se le leggi nazionali sulla migrazione, le leggi del lavoro e le regole di protezione sociale possono trovare un’equilibrio fra i bisogni dei datori di lavoro e la protezione dei migranti. In questo contesto, politiche migratorie e politiche sociali devono essere più strettamente integrate

La seconda sessione ha analizzato come rafforzare il ruolo delle diaspore: scambi, tecnologia e conoscenze. Il dibattito ha messo alla luce che la rete sociale fra migranti e le loro famiglie e altre persone nel paese d’origine sono canali che possono facilitare scambi commerciali, investimenti e scambi di tecnologie. Come anelli di congiunzione fra paesi ospiti e quelli d’origine, i migranti contribuiscono a superare asimmetrie e altre lacune dei mercati. Inoltre, le diaspore contribuiscono a costruire pace e rendere efficaci le istituzioni governative come forme di sviluppo. Per esempio, l’esperienza dei paesi africani dimostra che le diaspore contribuiscono allo sviluppo della terra d’origine dei migranti portando avanti un approfondito processo di democratizzazione, trasferenza di conoscenze, facilitando la cooperazione fra le istituzioni, la ricostruzione di istituzioni dopo conflitti, finanziando infrastrutture e progeti caritatevoli. In questo contesto, il trasferimento del capitale si manifesta come ancora più importante del trasferimento monetario.


Durante la terza sessione, che ha affrontato il tema della fuga di cervelli, prestazione di servizi e il settore pubblico, la conferenza ha messo in risalto come la fuga di cervelli porta a un deterioramento del già precario capitale umano dei paesi in via di sviluppo, il declino dell’influenza positiva associata con la presenza di operai specializzati e l’indebolimento dei servizi pubblici fondamentali come salute e educazione. Tuttavia, migranti con un buon livello di educazione, inviano rimesse e formano connessioni con i mercati mondiali, stabilendo flussi di tecnologie e capitali.


La quarta sessione ha preso in considerazione le politiche migratorie nazionali e internazionali e le varie forme di intervento sottolineando come politiche migratorie particolari influiscono sui flussi migratori e i sui loro risultati. Si è reso necessario studiare meglio queste politiche analizzandole in relazione alla loro influenza sullo sviluppo in genere. Le decisioni dei migranti sia a livello individuale come famigliare, sono guidate dalla possibilità di un risultato positivo –o per lo meno di un guadagno – del processo migratorio. Questi movimenti però, producono importanti effetti collaterali anche su altre persone sia nei paesi d’origine come in quelli di arrivo. Più importante ancora, gli effetti collaterali dell’emigrazione fra due paesi, coinvolgono a volte anche un terzo paese. L’emergenza di questi effetti collaterali associati con la migrazione, crea la necessità di politiche che considerino gli effetti negativi possibili e creino l’opportunità di promuovere quelli positivi. Inoltre, la migrazione può anche rivelare altri problemi che indicano il bisogno di strumenti comuni come di un coordinamento globale degli interventi di sviluppo creando un mecchanismo che faciliti l’identificazione e la distribuzione dei guadagni e degli effetti collaterali positivi. In questo contesto sono state avanzate alcune proposte politiche, per esempio l’integrazione della migrazione internazionale nelle startegie di sviluppo, una revisione della struttura direttiva e la necessità di rendere le decisioni maggiormente in linea con un direttivo efficente.


Nella quinta sessione la conferenza ha affrontato il tema delle rimesse e delle possibilità di finanziamenti. Si riconosce che le rimesse sono l’anello tra la migrazione e lo sviluppo più tangibile e meno controverso. Gli studi confermano che le rimesse riducono la povertà, aiutano a sostenere le famiglie nei paesi d’origine, finanziano educazione e salute e riducono le restrizioni di credito per le piccole industrie. Inoltre, le rimesse tendono a aumentare dopo momenti di crisi, disastri naturali e conflitti e migliorano la possibilità dei paesi di accedere a capitali finanziari. Tuttavia, notevoli influssi di rimesse portano a un aumento del valore della moneta con effetti negativi sull’esportazione, creano dipendenza e possono essere usati per lavaggio di denaro sporco e per finanziare il terrorismo. Inoltre, le rimesse non sono un sostituto all’assistenza per lo sviluppo. Considerando che le rimesse sono capitali privati, incentivi fiscali possono creare distorsioni e tenendo conto che le rimesse non sono un sostituto per aiuti ufficiali, la conferenza ha presentato alcune importanti politiche che dovrebbero essere implementate: riduzione dei costi delle rimesse; prudenti regole bancarie e messa in funzione di un sistema che faciliti il trasferimento delle rimesse senza dover dipendere da intermediari.


Il sesto tema della conferenza ha visto la discussione dell’analisi e delle indicazioni di politiche in preparazione al Forum mondiale che si terrà a Brusselles dal 9 all’11 di luglio. Durante questa sessione, l’ambasciatore belga per le politiche di migrazione e asilo, la Signora Regina Clercq, ha presentato il Forum come un’opportunità di dibattito per promuovere un’intesa fra i governi, le organizzazioni internazionali e le società sul tema di politiche della migrazione e sviluppo, specialmente mettendo in relazione la migrazione con lo sviluppo.


Riassumendo, questa conferenza ha offerto un’opportunità di dialogo fra esperti dell’emigrazione e la comunità politica per identificare quei settori critici dove è importante intervenire per connettere lo sviluppo con la migrazione.


La nostra partecipazione come SIMN a questo livello di dialogo, ci ha offerto l’opportunità di collaborare per far si che la migrazione sia vista in relazione non solo con lo sviluppo in genere, ma con uno sviluppo che sia giusto, sostenibile e reale.

P. Leonir Chiarello,c.s. - Ufficio di Rappresentanza dello SIMN