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Seminario sulla Migrazione e Invecchiamento della Serie Migrazione e SviluppoL’UNITAR (Istituto delle Nazioni Unite per l’Addestramento e la Ricerca) ha organizzato un seminario sulla migrazione e l’invecchiamento. Si è tenuto al palazzo delle Nazioni Unite di New York lunedì 1 ottobre 2007. P. Ezio Marchetto, c.s. ha rappresentato lo SIMN a questo seminario. Obiettivi:
Durante il ventesimo secolo, il mondo ha sperimentato una rivoluzione per ciò che riguarda la logevità. Di conseguenza, le persone aziane costituiscono oggi una crescente percentuale della popolazione mondiale. Si calcola che nei prossimi 50 anni, il numero delle persone anziane si quadruplicherà passando da 688 milioni a 2 miliardi di persone. Mentre nella maggioranza dei paesi in via di sviluppo la popolazione continua a crescere, in alcuni dei paesi sviluppati e nei paesi in transizione, la popolazione sta diminuendo pricipalmente a causa del basso tasso di fertilità. In cosiderazione di questi mutamenti, la comunità internazionale ha potenziato i suoi sforzi per affrontare le sfide socioeconomiche poste da un globale invecchiamento. Nel 2002 la Seconda Assemblea Mondiale delle Nazioni Unite sull’Invecchiamento ha adottato il Piano Internazionale di Azione sull’ Invecchiamento di Madrid. Il Piano colloca l’invecchiamento nell’agenda dello sviluppo ed è il primo accordo internazionale che riconosce il potenziale delle persone anziane di contribuire allo sviluppo delle loro società. L’invecchiamento pone serie sfide al sistema di sicurezza sociale di molte nazioni specialmente dove i costi sempre più alti devono essere sostenuti da una proporzione sempre più piccola della popolazione attiva. In alcuni paesi industrializzati, questo squilibrio ha portato ad un’ulteriore realizzazione della necessità di aumentare l’immigrazione per poter supplire alla forza lavoratrice in diminuizione. Infatti, l’invecchiamento, il problema dell’accesso alla sicurezza sociale e i flussi migratori sono in molti modi interconnessi: nei paesi sviluppati i migranti che sono giunti all’età della pensione, spesso si trovano in difficoltà ad aver accesso alla pensione o ai benefici sanitari. I sistemi di sicurezza sociale nazionali non sono stati strutturati in modo da assicurare la trasferibilità dei benefici attraverso le frontiere se i migranti decidono di tornare a casa. Inoltre, pensionati dei paesi sviluppati cominciano ad emigrare verso quelle regioni dove la sanità è meno costosa. Questo seminario ha messo in luce queste interconnessioni e ha discusso le piste emergenti e le risposte politiche delle varie nazioni. |