SIMN

SCALABRINI INTERNATIONAL MIGRATION NETWORK

 

Washington, 28-31 luglio. Conferenza Nazionale sulla Migrazione della Conferenza Episcopale Americana (USCCB): “Rinnovando la Speranza, Cercando Giustizia.”


Nel mondo delle persone nella mobilità, gli Stati Uniti occupano una posizione molto particolare. In questa prima decade del nuovo millennio, il paese sta sperimentando una ricchezza e una varietà etnica e culturale senza precedenti nella sua storia con più di trenta e tre milioni di abitanti nati all’estero. Guardando i dati dell’anno duemila, troviamo trenta milioni d’immigrati che avevano iniziato una nuova vita negli Stati Uniti assieme a centinaia di migliaia d’immigrati che lavorando nell’agricoltura e nell’industria dei servizi rendevano operativo un lavoro incalcolabile e essendo fonte di grande potenza e vitalità in tutte le comunità nelle quali si trovavano. Allo stesso tempo, “il tema della migrazione è uno dei temi domestici più controversi che il nostro paese deve affrontare,” ha detto Kevin Appleby, Direttore delle Politiche Migratorie e del Rifugio della Conferenza Episcopale Americana.
Per analizzare i vari temi riguardanti la realtà migratoria degli Stati Uniti, la Conferenza Episcopale Americana ha organizzato quest’anno la Conferenza Nazionale sulla Migrazione alla quale ha partecipato anche lo Scalabrini International Migration Network (SIMN). È stato un momento di celebrazione dei numerosi contributi che gli immigrati, i rifugiati e le altre persone nella mobilità hanno offerto alla società americana, ma, allo stesso tempo, è stato anche un’opportunità per considerare la maniera ingiusta e disumana con cui sono trattate le vittime del traffico umano, i minori nei centri di detenzione, gli immigrati irregolari e le altre persone che si trovano in una situazione vulnerabile mentre stanno cercando negli Stati Uniti d’America un luogo sicuro e una vita migliore. La conferenza ha trattato per esteso questi temi e ha aiutato i partecipanti a prendere coscienza di come la Chiesa possa portare un contributo positivo alla discussione nazionale sulla migrazione. Il Cardinale Roger Mahony di Los Angeles, nel discorso di apertura della prima serata, ha parlato del dibattito nazionale sulla migrazione e ha illustrato ai partecipanti le linee guida per poter partecipare al dibattito e per formare una volontà politica che [porti a una riforma delle leggi migratorie. Il Professor Marcelo Suárez-Orozco, uno studioso della migrazione internazionale dell’Università di New York, ha presentato una descrizione dettagliata dei movimenti migratori internazionali e delle loro cause mettendoli in connessione con la situazione attuale degli Stati Uniti.
Uno dei momenti più coinvolgenti della conferenza si è avuto quando Julie Myers, Vice-Segretaria per l’Immigrazione e le Frontiere del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, dopo il suo discorso si è resa disponibile per rispondere a alcune domande dei partecipanti sui recenti blitz degli agenti d’immigrazione in varie città americane. Il vescovo di San Marco in Guatemala, Alvaro Ramazzini, nel suo intervento ha condannato i blitz come azioni disumane poiché criminalizzano gli immigrati irregolari e separano le famiglie.
I gruppi di lavoro ci sono concentrati su temi specifici come l’analisi delle varie forme di migrazione, la necessità di una riforma delle leggi migratorie e cosa capire dal fallimento della riforma del 2007 per formulare i passi necessari per arrivare a una soluzione efficiente nella formulazione di nuove riforme per il 2009 e oltre. Altri gruppi hanno discusso il tema della comunicazione per vedere come influenzare i gruppi cattolici e di altre denominazioni e per contrapporre motivi validi alla retorica anti-migranti usata da chi oppone ogni riforma delle leggi.
Diverse riunioni sono state dedicate alla dottrina sociale della Chiesa cattolica come base per un impegno a favore dei migranti. “Tutto il nostro lavoro nel campo migratorio è fondato sulla dottrina sociale della chiesa. La dottrina sociale cattolica orienta le nostre prese di posizione a favore dei migranti, la scelta delle persone che serviamo e il modo in cui strutturiamo i nostri programmi” ha detto Donald Kerwin, il Direttore Esecutivo della Rete Legale Cattolica della Migrazione (CLINIC) che ha sponsorizzato l’evento. Nei raduni hanno pure parlato P. Daniel Groody dell’Università di Notre Dame sui principi di base della dottrina sociale della Chiesa; Jill Gerschutz, della Conferenza Americana Gesuita, su come applicare questi principi al dibattito attuale sulle politiche migratorie e Donal Kerwin su cosa la dottrina cattolica propone riguardo le nozioni conflittuali di nazione che sono alla base del dibattito migratorio.
La riforma delle leggi migratorie era lo scopo della ‘Giornata della Rappresentanza,’ mercoledì 39 luglio, quando molti dei partecipanti alla conferenza hanno visitato a Capitol Hill i loro rappresentanti politici eletti per coinvolgerli nel dibattito nazionale e per illustrare la posizione della Chiesa in questo dibattito.

I migranti arricchiscono le comunità in cui vivono e le rinnovano culturalmente, economicamente e spiritualmente. Molti dei nuovi membri delle nostre comunità sono arrivati, fuggendo la tortura, lo sfruttamento e l’oppressione, in cerca di un posto sicuro e di pace. Altri sono arrivati inseguendo il sogno di essere finalmente riuniti ai loro famigliari o alle persone amate. Alcuni sono venuti per lavorare o studiare e così assicurare una vita migliore per se e per i loro cari. Qualunque siano le condizioni o le circostanze che li hanno spinti a emigrare, tutti sono giunti “Rinnovando la Speranza, Cercando Giustizia” nel loro cammino.